ࡱ> LNK)0bjbj.F)(>>>>>RRRRL R. $^L3>3>>Huuu^>> u uuu1;@RgRu^0u"u>u0"u33;: :Socrate e De Filippo Ormai la politica invece di programmare si preoccupa di autoassolversi, facendo perdere autorevolezza alle istituzioni che dovrebbe rappresentare. Desolante lo spettacolo che hanno portato in scena i nostri parlamentari. Prima in commissione e poi in seduta plenaria si sono autoassolti assolvendo lOn. Margiotta dagli arresti domiciliari, scaturiti dallinchiesta sulle tangenti del petrolio in Basilicata. Si sono autoassolti prevaricando la costituzione; ormai loro sono la legge, ci fanno vivere in uno stato a democrazia vigilata; non pi la carta costituzionale che vigila sul mantenimento della democrazia, ma sono i parlamentari che stabiliscono i livelli di libert e democrazia. Dopotutto un parlamento non eletto dal popolo non pu che rispondere a s stesso, considerando il resto dei cittadini come appendice fastidiosa. La Costituzione Italiana stabilisce in proposito che il parlamento debba verificare se un potere dello stato (la magistratura) non possa prevaricare e sottomettere un altro potere dello stato (lorgano legislativo), attraverso lindividuazione, nellordinanza di richiesta di misura cautelare di un onorevole, di un fumus persecutionis connesso alla attivit politica dello stesso. I nostri parlamentari nella fattispecie hanno rigettato la richiesta della magistratura entrando nel merito dellattivit inquirente: secondo loro, infatti, non vi erano le prove necessarie per la misura cautelare. Si sono cio eretti a giudice, smentendo cos le risultanze di un giudice vero,il GIP del tribunale di Potenza. Si sono autoassolti nella consapevolezza che prima o poi toccher a qualcuno di loro aver a che fare con la giustizia; e ci alla luce del tasso di corruzione e della commistione tra politica e imprenditoria esistente in Italia. Non meno deprecabile lo spettacolo offerto dal Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, che ha usato listituzione regionale per fini personali. Ma prima di chiarire il gravissimo abuso commesso dal Presidente De Filippo, occorre precisare che i cittadini italiani (ad esclusione di quelli menzionati nel lodo Alfano) sono chiamati a rispondere sempre in prima persona davanti alla Legge, soprattutto poi se coinvolti in fatti penalmente rilevanti. Nel caso specifico il Presidente della Giunta Regionale De Filippo deve rispondere come persona e non come Istituzione da lui rappresentata. Questi sono elementi fondamentali che fanno la civilt di un popolo. De Filippo dunque, chiamato in qualit di indagato nellaffare petrolio, ha invece usato la sua figura istituzionale per una arringa difensiva, attaccando tutto e tutti davanti ad una giuria popolare composta dai suoi consiglieri regionali, che gli hanno dedicato una calorosa standing ovation di assoluzione. De Filippo ha abusato della sua funzione di Presidente della Giunta Regionale per autoassolversi davanti al Consiglio Regionale, chiamato in quella sede ad approvare la legge finanziaria. La circostanza e labuso perpetrato dal Presidente De Filippo cos grave che in altra societ sarebbe stato dimesso dalla sua funzione, o meglio, lo stesso, prendendo coscienza del grave atto consumato, si sarebbe dimesso. Ma nonostante il grave abuso, De Filippo nemmeno per un attimo ha sentito lesigenza di dimettersi per ridare dignit allistituzione regionale di cui ha abusato. Per comprendere meglio il politico De Filippo, fondamentale riportare alcuni passaggi della sua arringa difensiva di quattro pagine letta in Consiglio Regionale, con le nostre dovute riflessioni. De Filippo recita Eppure troppe cose sono accadute contro il corso felice del suo destino. Crediamo che si riferisca al destino della Basilicata, a quella Basilicata del messaggio elettorale Basilicata che bello!!!. Il destino di questa regione, come ormai tutti sanno, nelle mani di 10-15 personaggi che davanti a tavole imbandite decidono anche dellaria che dobbiamo respirare, devastando e depredando la nostra regione, per meri e squallidi interessi personali. Solo episodicamente la bramosia di questi personaggi interrotta da qualche solerte magistrato che si fa guidare dalla Costituzione e dai codici penali e da pochi e valenti giornalisti; ecco perch nella sua arringa il Presidente parla di difendere la Basilicata dallaggressione mediatica e lirruenza giudiziaria che ormai quasi quotidianamente irrompe sulla scena istituzionale. Tradotto: non vogliono essere disturbati, il popolo bue deve al massimo ascoltare e vedere le veline e i servizi giornalistici trasmessi dalla televisione regionale amica, che osannano le buone azioni quotidiane dei politici. Si lamenta, il Presidente, stanco dellassedio continuo e di un eventuale reato che non centra nulla con appalti e tangenti. Caro Presidente, qualsiasi ipotesi di reato dovesse interessarla, lei ha un solo chiaro dovere: mettersi a disposizione della giustizia come un comune cittadino. Lei gi un privilegiato, gli avvocati faranno a gara per patrocinarla, i migliori principi del foro locale e forse nazionale si metteranno a sua disposizione, cosa che ovviamente non accade a un comune cittadino. Non solo: c anche lonta che il sostanzioso onorario del suo avvocato sar a carico della Regione, cio di Pantalone, nellipotesi che lei risultasse estraneo ai fatti contestati. Ci risulta poi che Lei indagato per aver negato la sua partecipazione ad una cena con limprenditore pi coinvolto nellindagine sulla Total. In altre nazioni per molto meno fior di ministri si sono dimessi per non infangare con il loro comportamento listituzione che rappresentavano. Per molto meno il Presidente della nazione pi potente al mondo stato sulla graticola di commissioni di indagine istituzionali, senza prendersela con le istituzioni stesse e senza lamentare stanchezza. Filosofo De Filippo, bastava che lei avesse confermato la partecipazione ad una cena con limprenditore in questione, che probabilmente non si sarebbe ritrovato nel registro degli indagati, non si sarebbe trovato nellordinanza con la quale per alcuni cittadini si sono aperte le porte della custodia preventiva. Una ulteriore considerazione. Presidente De Filippo, Lei laureato in filosofia e pertanto sa che Socrate, il padre della filosofia moderna, noto per aver accettato di farsi giudicare e poi giustiziare, bevendo volontariamente la cicuta, pur nella consapevolezza della propria innocenza. Socrate volle cos salvaguardare listituzione giustizia, accettando di essere giustiziato da innocente, nonostante i suoi allievi gli dicessero di riuscire a corrompere il carceriere per permettergli la fuga. Lei Presidente De Filippo, ha invece usato listituzione regionale per delegittimare unaltra istituzione, la Magistratura, ben sapendo che questultima non pu usare lo stesso apparato mediatico per rispondere o ancora di pi per potersi difendere pubblicamente. Lei Presidente De Filippo, diventa persino fortemente arrogante quando scrive e dice .,che non ho parlato mai di nulla con questo imprenditore e sfido giudici, consiglieri e anche Dio, per la mia coscienza, a dimostrarlo. Lei sfida impunemente Dio, ben sapendo che purtroppo per noi Dio non interviene durante la vita terrena, ci lascia fare per intervenire in quella ultraterrena. Se Dio potesse intervenire durante la vita terrena tutto sarebbe diverso, avremmo avuto nei gangli vitali delle pubbliche istituzioni persone moralmente timorate di Dio. La deblacle petrolio nella nostra regione nota a tutti i cittadini lucani, agli italiani e a molti stranieri, grazie allattenzione di importanti testate giornalistiche. Era una risorsa che avrebbe potuto invertire lannoso sottosviluppo lucano, e invece il petrolio si ridotto ad essere solo uno strumento di colonizzazione da parte delle grandi multinazionali, con la prospettiva di ricevere solo gli effetti negativi dellestrazione, ovvero linquinamento, come gi accaduto in Val Basento con il metano. E che dire delle modestissime royalites, concordate tra lENI e i politici locali dotati di ben scarsa lungimiranza e quindi di scarsa capacit politica. Non cera bisogno della palla di vetro per capire gi dieci anni orsono che gli idrocarburi, ovvero loro nero, sarebbero stati determinanti per lo sviluppo delle potenze economiche. Il Presidente De Filippo ancora propone la costituzione di una centrale unica degli appalti regionale, con un comitato di sorveglianza autorevole ed allargato, anche allesperienza di chi ha svolto funzioni in altri poteri dello stato. Ancora una volta si vuole proporre al nostro popolo aria fritta. E ormai di chiara evidenza al popolo bue che funzionari o persone che possano far parte in modo distaccato e morale di un fantomatico comitato di sorveglianza, non esistono pi n nella nostra regione e n forse in Italia. Caro Presidente, avete costruito una classe dirigente a vostra immagine e somiglianza, genuflessa alla vostra volont, sempre pronta a soddisfare i vostri desideri pi immondi e inconfessabili. Al vostro interno non vi sono pi energie morali sufficienti, Se Lei Presidente ha ancora a cuore le sorti di questa regione, le consigliamo di fare una cosa semplicissima: si doti di un gruppo di assessori tecnici non legati alla politica. E se proprio vuol rompere con il passato ed essere un innovatore, si faccia consigliare dal governo tedesco, nel senso si faccia mandare degli ottimi funzionari dellapparato statale alemanno, vedr che la nostra regione in poco tempo diventer la pi efficace ed efficiente dItalia, cos Lei potr a pieno titolo dire che siamo in Europa. In caso contrario la nostra deriva sar verso lAlbania. Se proprio il consiglio di cui sopra solo utopia, le consigliamo Presidente qualcosa di pi semplice e quindi facilmente attuabile. A giorni Lei dovr nominare tre nuovi direttori generali delle ASL. Ebbene, faccia in modo che siano veramente nuovi: non li vada a pescare nel sottobosco della politica, non nomini gente indagata o peggio ancora sotto processo. Presidente de Filippo, si faccia guidare dalla morale prima ancora che dalla formalit delle leggi. Le associazioni: Cittadini Attivi di Bernalda Progetto Legalit Un Cuore per DOMOS >^{ # 7 B C H M N n 0 1    * + D H ] _ ` d p y S T U 稽ҡҚhvxhH6 hvxh hvxhH hvxh# hvxh> hvxh0? hvxhzJ hvxh; hvxhy hvxhZ hvxhE; hvxh\ hvxhT3_ hvxhTL hvxh9^ hvxh #h\6` -F+ ['(+.n//////00#0)0 gd@&gdog  X d l m q r } kvy1Xnps %6ݺȺȬȬȺȞ hvxhy hvxhI9 hvxhTL hvxhS hvxh! hvxhKZ hvxh19 hvxhT3_ hvxhGA hvxh\ hvxhE; hvxh hvxh# hvxh hvxhH;6=ABJRSYZjqrtu %'-/IThir?Wghwxֺݺݺݺݺhvxhp6 hvxhA's hvxh/ hvxhp hvxh ( hvxhE; hvxh-sQ hvxhT3_ hvxh! hvxhy hvxh\ hvxhTL hvxhEn@ -:;`r ':Fs+,-_ikNֺhvxh1#I6 hvxh9 hvxh1#I hvxh hvxh # hvxhZ hvxh/ hvxh hvxhE; hvxhi hvxhZ hvxh/ hvxh6~ hvxhX6 hvxhT3_ hvxh-sQ6u'Gfg2LNY 01EFVlݣݪwhvxhdyu6 hvxhdyuhvxhX!6 hvxh hvxhX! hvxh hvxhh@ hvxhI4/ hvxhEhvxhE6hvxh 6 hvxh hvxh hvxhD hvxh hvxh9 hvxh | hvxh1#I hvxhy. &k'GRShy3IJKLPk4ƿ͸ƱƱƪƸƸƸƣ hvxh hvxh9K hvxh hvxhE"S hvxhy hvxh% hvxhhq hvxhE; hvxhdyu hvxh9 hvxh hvxhX!hvxhX!6@#%&9Xef? a { ~ !:!B!V!W!\!a!n!o!!!!!!"" 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